L’acidità di stomaco, o pirosi, è caratterizzata da una sensazione di bruciore e da dolore nella regione del petto causato dalla risalita dei succhi gastrici nell’esofago, talvolta fino alla faringe. Secondo gli studi condotti in materia, circa il 7% della popolazione mondiale soffrirebbe di questo problema e circa il 50% avrebbe attacchi di bruciore ogni mese.
La causa principale dell’acidità di stomaco è la risalita dei succhi gastrici nell’esofago. Ciò accade quando lo sfintere esofageo non si contrae completamente permettendo che gli acidi dello stomaco entrino in contatto con la mucosa esofagea. Fattori come un’alimentazione poco appropriata, lo stress, il tabagismo e il consumo di alcol possono scatenare l’acidità di stomaco. I pazienti in sovrappeso, le donne in gravidanza e coloro che soffrono di malattia da reflusso gastroesofageo corrono un rischio maggiore di soffrire di acidità di stomaco.
La diagnosi può essere fatta rivolgendo una serie di domande al paziente o mediante esami specifici, come un’endoscopia, una scintigrafia o una radiografia. Quando l’acidità di stomaco è cronica, il paziente può soffrire di malattia da reflusso gastroesofageo e può presentare complicazioni come la diminuzione del diametro esofageo e alterazioni a livello della mucosa con aumento dell’incidenza del cancro (esofago di Barret).
I trattamenti mirano a controllare la produzione acida o a neutralizzarla e possono prevedere l’assunzione di antiacidi, inibitori della pompa protonica o H2 antagonisti.
Alcune piante medicinali, come la liquirizia e la camomilla possono esser d’aiuto nel trattamento.
E’ importante che il paziente che soffre di acidità di stomaco si rivolga a un medico, soprattutto se la malattia è cronica. Un’alimentazione adeguata, la riduzione del consumo di alcol, la pratica di sport e un cambiamento nello stile di vita, possono avere un effetto benefico per tenere sotto controllo i sintomi del bruciore di stomaco