In realtà l’artrite reumatoide colpisce quasi sempre molto presto nella vita dell’individuo, per esempio già verso i 25 anni. Esiste comunque un ritardo importante tra lo sviluppo della malattia e la comparsa dei primi sintomi (dolori, deformazioni...). È per questa ragione che i primi sintomi dell’artrite reumatoide compaiono generalmente tra i 40 e i 60 anni.
Tali sintomi sono:
- Dolori e infiammazioni articolari che colpiscono principalmente le (piccole) articolazione della mano, dei polsi e del piede (avampiede).
- Le articolazioni presentano i classici segnali di un’infiammazione: arrossamento, dolore, calore e tumefazione (edema).
- Le articolazioni si presentano rigide e anchilosate.
- Le articolazioni come, per esempio, quelle della regione delle dita della mano o dei piedi possono deformarsi. Si parla per esempio di deviazione "a colpo di vento" (dall’aspetto della deformazione).
- Una delle caratteristiche della malattia è che si manifesta in modo simmetrico (per esempio, vengono colpiti contemporaneamente sia il piede destro che il piede sinistro).
- I dolori si presentano quasi sempre di notte e aumentano quando si sta a riposo (senza attività). I dolori più forti colpiscono di mattina e diminuiscono nel corso della giornata (dopo aver camminato un po’ e svolto le normali attività della giornata).
- Durante la fase di infiammazione o picco (vedi sotto), sono frequenti sintomi come febbre, perdita di peso e di appetito.
È importante sapere che l’artrite reumatoide è una malattia cronica che evolve per fasi. Si parla di picchiquando la malattia evolve (i sintomi si accentuano con un aumento dell’infiammazione) e ciò può durare varie settimane o anche mesi. Quando la malattia e i sintomi collegati non si presentano più o molto poco, si parla di fase di remissione.
Per diagnosticare un’artrite reumatoide (AR), il medico (medico di famiglia o reumatologo) potrà anzitutto osservare il paziente e le sue articolazioni (rilevare deformazioni, segnali infiammatori, etc.) e successivamente effettuare un’analisi del sangue per valutare la gravità dell’AR tramite il rilevamento dell’anticorpo chiamato fattore reumatoide, di altri anticorpi specifici o anche della proteina C reattiva.
Anche la diagnosi può essere confermata e/o rivelata per mezzo di radiografie che mostrano (eventuali) lesioni a livello delle articolazioni.