Il cancro alla mammella, se diagnosticato precocemente, ha maggiori possibilità di essere curato, evitando che il cancro invada altri tessuti e organi.
Una complicanza grave del cancro alla mammella è la capacità di invadere altri organi, causando una crescita tumorale in diverse parti del corpo, come polmoni, reni, fegato, cervello e ossa. L’ipercalcemia è la maggiore complicazione metabolica del cancro alla mammella, normalmente connessa alla presenza di metastasi ossea (in circa l’80% delle pazienti evolve in metastasi ossea).
Nel quadro dell’ipercalcemia, il paziente presenta stanchezza, nausea, vomito, stitichezza, cefalea, poliuria (necessità di urinare molte volte al giorno) e disidratazione. In assenza di trattamento, il paziente può presentare confusione mentale, sonnolenza e coma.
Le metastasi cerebrali sono un’altra complicazione del cancro alla mammella, che si presenta tra il 5,9% e il 39% dei casi. In queste circostanze, il paziente può presentare un aumento della pressione intracranica e cefalea. La compressione midollare può essere causata dalle metastasi cerebrali del cancro alla mammella. In questo caso, i principali sintomi sono dolore, debolezza, disfunzione autonoma e diminuzione della sensibilità.
Le metastasi leptomeningee (che colpiscono le meningi) sono più frequenti i caso di carcinoma lobulare e i pazienti possono accusare cefalea, diplopia (visione doppia), deficienza auditiva, debolezza degli arti, ecc.
Altre complicazioni delle metastasi del cancro alla mammella comprendono effusione pleurica maligna, linfangite carcinomatosa (in caso di metastasi al torace) e linfedema del braccio (ostruzione della circolazione linfatica che causa il rigonfiamento di un organo).