Dato che la Malattia di Crohn è una malattia che colpisce l’intestino, le sue ripercussioni si hanno nella sfera digestiva, con i seguenti sintomi:
- diarrea cronica, talvolta con sangue
- dolori addominali dovuti alle coliche intestinali
- febbre
- perdita di appetito
- perdita di peso
- anemia
I sintomi possono durare vari giorni e perfino settimane e possono anche scomparire e ricomparire a intervalli di tempo irregolari e imprevedibili. L’intensità, la gravità e la frequenza dei sintomi sono totalmente aleatorie. Attacchi gravi, che possono avere serie conseguenze sulle funzioni intestinali, possono provocare disidratazione, dolori intensi e perdite di sangue.
La Malattia di Crohn può colpire la/e stessa/e zona/e del tratto gastrointestinale più di una volta oppure punti diversi senza colpirne mai altri. Quindi, anche se il paziente asporta una parte malata chirurgicamente, la malattia può colpire altre parti.
Nonostante la Malattia di Crohn si manifesti prevalentemente negli adolescenti e nelle persone con più di 60 anni, può colpire anche i bambini causando i seguenti sintomi, spiegabili con il malfunzionamento del tratto gastrointestinale:
- ritardo nella crescita
- infiammazione delle articolazioni (certamente dovuto al problema della crescita)
Diagnosi della malattia di Crohn - Come diagnosticare una malattia di Crohn?
Per diagnosticare la Malattia di Crohn, il medico ricorre a esami clinici, biologici (non specifici per la malattia) e a una radiografia intestinale.
Prima di effettuare tali esami, il medico effettua l’anamnesi del paziente, analizzando la presenza o meno dei seguenti dolori e disturbi:
- coliche e dolori addominali improvvisi, accompagnati da diarrea
- presenza di lesioni nella regione anale
- esistenza di casi simili in famiglia
- infiammazione delle articolazioni, degli occhi o della pelle, individuali o simultanei
Un primo esame clinico sotto forma di palpazione dell’addome mostra una distensione o una massa, in genere nella parte inferiore destra dell’addome.
Poi, il medico effettua degli esami biologici (del sangue) per cercare segnali che confermino la presenza di un’infiammazione. In caso di infiammazione, gli esami biologici possono mostrare un aumento dei globuli bianchi, una riduzione del tasso di albumina o un’anemia.
In seguito, viene effettuata una colonscopia, per esaminare lo stato del colon, attraverso una sonda rettale. Quando è colpito solo l’intestino tenue (nella maggioranza dei casi), viene effettuata una colonscopia normale; invece, quando è colpito il colon, la Malattia di Crohn viene diagnosticata con delle radiografie, tramite l’ingerimento di bario che permette di mettere in evidenza gli aspetti caratteristici della malattia: ingrossamento e ulcerazioni della parete intestinale.