Cancro al pancreas, il punto con una specialista mondiale del settore su questa malattia

NEW YORK Il cancro al pancreas è uno dei tumori più letali, negli Stati Uniti il ​​tasso di sopravvivenza a 5 anni è aumentato leggermente negli ultimi tempi, raggiungendo la percentuale del 9%. Ma rimaniamo molto lontani dal 99% del tasso di sopravvivenza a 5 anni del cancro alla prostata sempre per quanto riguarda gli Stati Uniti. Le proiezioni citate dal NYU Langone Health, in particolare, ritengono che il cancro al pancreas diventerà il secondo tumore che causerà la maggior parte delle morti nel 2020 negli Stati Uniti, perché per altri tumori più comuni che si presentano, come appunto il cancro alla prostata o al seno, esistono cure sempre più efficaci. Attualmente, il cancro del pancreas provoca più morti rispetto al cancro al seno negli Stati Uniti. Anche in Francia la situazione è preoccupante, il tumore pancreatico diventerà la seconda causa di decessi per cancro entro il 2030, secondo un articolo della Voix du Nord pubblicato nel novembre 2017. Per aiutarci a fare il punto su questo tumore, Creafarma.ch ha avuto l’opportunità di intervistare una specialista mondiale della malattia, la Prof. Diane M. Simeone (nella foto), MD, che lavora in un istituto medico situato nella regione di New York, il NYU Langone Health. La dottoressa è professore di chirurgia a capo di un centro specializzato su questo tumore, il Pancreatic Cancer Center, un centro affiliato al NYU Perlmutter Cancer Center del NYU Langone Health.

Perché questo cancro è così pericoloso?

Scienziati come la Prof. Simeone rivelano che le cellule tumorali nel pancreas crescono molto rapidamente, a differenza, ad esempio, delle cellule tumorali della prostata negli esseri umani che invece, crescono molto lentamente. Le cellule tumorali pancreatiche hanno anche la capacità di distaccarsi all’inizio dello sviluppo della malattia, diffondersi ad altri organi (ad esempio, il fegato) e formare metastasi. Un altro aspetto è che le cellule tumorali del pancreas formano un tessuto cicatriziale (scar tissue in inglese) che sembra servire da barriera contro l’ingresso di agenti terapeutici. Altri fattori rendono il trattamento di questo tumore particolarmente complesso con un cancro che sembra sfuggire al sistema immunitario nonché a trattamenti di chemioterapia o radioterapia.

Rilevamento tardivo

Spesso l’individuazione troppo tardiva di questo tumore è una ragione importante per l’alto tasso di mortalità. Al momento della scoperta il cancro si è già sviluppato in altri organi come il fegato formando metastasi. Va evidenziato che la malattia raramente causa sintomi prima di uno stadio già abbastanza avanzato della stessa. Nel 2015, uno studio britannico ha ricordato che in oltre l’80% dei pazienti questo tumore si era già diffuso al momento della diagnosi. I principali sintomi del cancro del pancreas possono essere perdita di peso, affaticamento, dolore addominale o mancanza di appetito.

Biopsia liquida

Un’area di ricerca privilegiata dai ricercatori per consentire una diagnosi precoce è l’esecuzione di biopsia liquida. Un team guidato dal Dott. Ken Zaret dell’Università della Pennsylvania e dalla D.ssa Gloria Peterson della Mayo Clinic, due importanti istituzioni americane, ha identificato due proteine ​​chiave che appaiono nel sangue nella fase iniziale dello sviluppo di questo cancro. Questo studio è stato pubblicato il 12 luglio 2017 sulla rivista scientifica Science Translational Medicine (DOI:10.1126/scitranslmed.aah5583). Se tutto va come previsto, questo test potrebbe essere disponibile entro pochi anni e reso fruibile per le persone ad alto rischio di soffrire della malattia (ad esempio, casi in famiglia). La Prof.Simeone ha dichiarato a Creafarma.ch che i test diagnostici di biopsia liquida potrebbero essere disponibili sul mercato per la popolazione entro i prossimi 5 anni (2022-2023).

Chirurgia

Solo il 20% circa dei pazienti presenta un tumore a livello del pancreas che può essere rimosso chirurgicamente, secondo la Prof. Simeone che si è espressa in un’intervista su questo argomento nel 2017 sulla rivista del NYU Langone Health. Tuttavia, tra questi pazienti del ​​20%, il cancro riappare in circa il 75% dei casi e il tasso di sopravvivenza a 5 anni per gli stessi è pari al 25%. Comunque, la chirurgia resta attualmente la migliore opzione terapeutica ed è particolarmente possibile per la diagnosi precoce del cancro del pancreas. In altre parole e come dichiarato dalla Prof. Simeone in un’intervista rilasciata a Creafarma.ch, nella maggior parte dei pazienti una resezione chirurgica del tumore non è possibile a causa di una diagnosi troppo tardiva. L’arrivo di alcune nuove tecnologie come i test di biopsia liquida potrebbe aumentare il numero di pazienti sottoposti a trattamento chirurgico e aumentare quindi il tasso di sopravvivenza a 5 anni.

17 novembre 2017. A cura di Xavier Gruffat (farmacista). Fonti: Intervista condotta in inglese tramite email da Creafarma.ch/Creapharma.ch (Xavier Gruffat) nel mese di novembre 2017 con la Prof. Diane M. Simeone del NYU Langone Health e il Dipartimento di comunicazione dell’istituzione, Rivista del NYU Langone Health (edizione autunnale, Fall Edition in inglese), CBSNews.com, La Voix du Nord (statistiche sulla Francia), Università della Pennsylvania (Penn Medicine), Science Translational Medicine (DOI:10.1126/scitranslmed.aah5583), Prevention (rivista sulla salute statunitense).
Crediti fotografici: divulgazione (foto della Prof. Simeone e foto dell’ospedale) – Credits: NYU Langone Health, Fotolia.com